Questo progetto nasce come naturale prosecuzione di “Non più solɜ”, anch’esso finanziato da ELC. Con “Non più solɜ” abbiamo realizzato una ricerca finalizzata a sensibilizzare, prevenire e contrastare la violenza lesbobitransfobica e la violenza nelle relazioni intime LBT* vissute da donne, lesbiche, bisessuali, persone trans* non binarie.
Abbiamo scelto di partire dall’ascolto e dalla ricerca. Abbiamo raccolto dati, esperienze, vissuti. Abbiamo messo al centro le parole di lesbiche, persone trans* e non binarie per comprendere come la violenza venga percepita, riconosciuta — o non riconosciuta — nelle relazioni intime LBT*.
Perché se la violenza non viene nominata, non può essere contrastata.
E se non viene riconosciuta come sistemica, si continua a trattarla come un fatto individuale.
Il questionario è stato uno strumento politico oltre che di ricerca: un’occasione di riflessione individuale, con l’intento di aprire uno spazio di consapevolezza che potesse trasformarsi in dialogo collettivo. Siamo infatti convinte che, di fronte a un problema sistemico, la risposta non possa che essere collettiva.
Dai dati raccolti sono emerse con forza alcune necessità:
Per questo nasce lo sportello di ascolto online: uno spazio transfemminista, sicuro, riservato e accessibile, costruito a partire dai bisogni reali delle persone LBT* in Sardegna.
Stiamo inoltre attivando protocolli di intesa con Lesbiche Bologna e Lesvìa (Padova) per creare una rete di invii reciproci tra Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto per attivare modalità di invio reciproco tra i nostri centri. Questa collaborazione permetterà di affrontare una criticità emersa con forza: la difficoltà, per alcune persone della comunità queer, di rivolgersi a operatrix che conoscono personalmente. Offrire la possibilità di un supporto esterno alla propria rete territoriale significa garantire maggiore tutela, anonimato e libertà di scelta. Si tratta di una scelta politica chiara: nessuna persona deve rinunciare a chiedere aiuto per paura di essere riconosciuta o giudicata nel proprio territorio.
Contrastare la violenza lesbobitransfobica significa rompere il silenzio, costruire reti, redistribuire potere e possibilità. Significa affermare che anche nelle relazioni LBT* la violenza può esistere — e che chi la subisce ha diritto a essere credutə, sostenutə, accompagnatə.
This project is funded by the EuroCentralAsian Lesbian* Community and co-funded by the European Union. Its contents are the sole responsibility of Associazione Lìberas implementing the project, and do not necessarily reflect the views of the EuroCentralAsian Lesbian* Community, nor of the European Union.”
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